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Genitori falliti e bambini rovinati |
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Venerdì 29 Gennaio 2010 11:56 |
 Prima rispettati punti di riferimento, poi improbabili "amici", quindi servi sciocchi, accondiscendenti e screditati, dei propri figli, oggi estetisti!
Questo in sintesi il cursus honorum dei genitori italiani, una delle categorie più profondamente profanate , più impietosamente plagiate da quel rimbecillimento di massa che FN da dieci anni cerca, forse vanamente, di arginare.
Figli viziati, affatto educati e saltuariamente frequentati; mamme in carrierissima e papà fantasma che aspirano a consegnarli all' asilo nido tre giorni dopo la nascita e poi sognano un doposcuola infinito che, fosse per loro, comprenderebbe anche il dopo cena.. e forse sarebbe la salvezza..
Infatti nei pomeriggi un tempo dedicati allo studio, allo sport, alla noia sacrosanta e elitaria, la mamma contemporanea, seguendo la scia dell'ultimo chicchissimo trend, si sente in diritto di dar libero sfogo a manie nate da testoline pettinate, colorate, mesciate, lisciate e deliziosamente deserte come la sua.
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Perché l'aborto è omicidio |
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Giovedì 10 Dicembre 2009 17:56 |
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Tratto da "Ordine Futuro" n. 5
 Cinquanta milioni di aborti circa all’anno sono abbastanza per dare una definizione dell’Occidente moderno; non ci sono aggettivi però per esprimere quel disgusto che si viene a creare nella rilevazione degli elementi riferiti a questo argomento. Mai l’umanità era arrivata a questo grado di degenerazione e barbarie.
L’aborto è il simbolo di una società che di fronte alla qualità del proprio benessere e di fronte all’ indifferenza generale nei confronti del divenire, uccide se stessa. Esso rappresenta l’incarnazione di una inquietudine profonda radicata nell’uomo che, non appigliandosi più ad un ordine superiore delle cose, si trova intimorito di fronte a se stesso e di fronte a quella realtà che non riesce a controllare. Sempre più donne abortiscono perché incapaci di essere Madri di fronte a situazioni economiche e sociali che renderebbero la loro vita complicata.
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Lunedì 30 Novembre 2009 16:04 |
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Tratto da "Ordine Futuro" n. 7
 Dichiarazione del ministro australiano Peter Costello sull’immigrazione:
“ Non sono contrario all’immigrazione, e non ho niente contro coloro che cercano una vita migliore venendo in Australia.
Tuttavia ci sono questioni che coloro che recentemente sono arrivati nel nostro paese, ed a quanto sembra anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono capire.
L’idea che l’Australia deve essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale.
Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro modo di vivere. Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte, processi e vittorie da arte dei milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà di questo paese. Noi parliamo l’inglese, non il libanese, l’arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua!
La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi cristiani, e questo è chiaramente documentato nella nostra storia. Questo dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole. Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un’altra parte del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura. Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande, però daremo per scontato che anche voi accettate le nostre e cercherete di vivere in pace ed armonia con noi.
Se la Croce vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte.
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Cristo è vivo, parola di massone! |
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Giovedì 05 Novembre 2009 22:39 |
 Prima di Cristo: la mesopotamia, la Persia, l'Egitto, la lontanissima Cina e le Americhe.
E i giganti: l'India, la Grecia, Roma; dunque la teologia, la filosofia, l'architettura, la matematica, la geometria, il diritto, la letteratura,l'arte.
C'era già tutto prima di Cristo, tutto o quasi. Il cristianesimo non ha inventato la civiltà. Il cristianesimo però ha cambiato i connotati alla civiltà, irreversibilmente. Dopo Cristo, tutto ciò che il mondo definisce civile porta, consapevolmente o no, le insegne gloriose del crocefisso.
La dignità che Cristo attribuisce agli uomini è, prima di lui, ignota:nell'Europa cristiana, non altrove, non per caso, nascono le opere di carità, muore la schiavitù, fioriscono gli ospedali.
Insieme a Cristo è una donna, "vergine e madre", la corredentrice. In nessuna cultura al mondo la maternità ha assunto una tale funzione, la donna un tale ruolo.
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