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L’autobus per l’inferno PDF Stampa E-mail
Domenica 18 Gennaio 2009 01:00
I segni non sono solo l’annuncio di un evento, ma anche la sua concisa, talora ermetica, ma più spesso esplicita rappresentazione, come l’aurora nella quale si legge il giorno a venire.
E al giorno dell’orgoglio gay, il prossimo 13 Giugno a Genova, verrà spianata la strada proprio da un segno chiarissimo, inequivocabile.
La stella di Betlemme solcava le volte celesti, l’annuncio di Genova cavalcherà gli autobus cittadini!
La stella preannunziava la Luce del mondo, la propaganda atea i lustrini del gay-pride.
La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, si leggerà da Febbraio sul retro degli autobus liguri…opportuna e quanto mai rivelatrice collocazione!
I cristiani predicano lo splendore della Fede nelle Chiese e nelle Cattedrali erette a testimonianza di Verità e Armonia; gli atei, evidentemente coscienti del loro posto nella gerarchia delle cose, scelgono il posteriore degli autobus…
Nella forma la peculiarità del contenuto;nel segno la sostanza dell’evento!
Il gay pride si svolgerà il giorno del Corpus Domini.

La decisione non è né casuale né sorprendente.
Niente è così stupido quanto fare il gradasso con Dio” scriveva Pascal.
Scegliere la celebrazione del Santissimo Corpo di Cristo per celebrare i propri corpi seminudi e ammiccanti è, verso tutti gli italiani, una sfida inutile e volgare, per noi di Forza Nuova, un atto intollerabilmente blasfemo.

Né ci sfugge la grossolana strategia che muove scelte tanto nefande.

In televisione, querimonie e lamentazioni a rivendicare l’amorosa paternità di Dio anche per i “diversi”…stucchevole, ma efficace captatio benevolentiae  rivolta ai cristiani meno attrezzati culturalmente, che non si fa scrupolo alcuno nell’uso strumentale, ignominioso quanto potente e persuasivo, di Dio; sulle strade, “fortunatamente” il gay pride a svelare l’altra faccia, quella anticristiana, ultraindividualista e ora dichiaratamente atea dell’attivismo omosessuale.

Troppo in alto mirano costoro, inconsapevoli forse di quanto sia pericoloso sfidare quel Dio che chiama abominio il loro peccato, la misericordia del Quale è immensa, ma la Cui ira è terribile.
Irma Trombetta Marzuoli



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