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| Cosa rappresenta Michael Jackson? |
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| Venerdì 04 Settembre 2009 15:35 |
Su questo personaggio, sulla sua musica, sulla sua vita privata, sulla sua morte è stato detto e scritto di un po' di tutto e probabilmente resterà difficile anche in futuro distinguere il vero dal falso, o anche solo il verosimile dall'assurdo. Questo anche perché un personaggio costruito dai mass media che ha prodotto pubblico, interesse, dibattito e quindi denaro può anche morire fisicamente ma resta "vivo" - deve restarlo - come soggetto di notizia e fonte di guadagno. The show must go on.Noi vogliamo affrontare un aspetto particolare del personaggio: quello forse più importante sul piano storico: l'aspetto simbolico, diciamo subliminale del fenomeno: la sua essenza come messaggio, come input per la "cultura" e la mentalità delle masse del pianeta. Sappiamo bene che ogni società tradizionale ha dei ruoli ben codificati e riconosciuti - bambini, adulti, vecchi; maschi e femmine; elitè e popolo; i guerrieri e i sacerdoti - e a questi ruoli corrispondono non solo funzioni ma IDENTITA', DIGNITA' persino CARATTERI diversi. La stabilità interna a una società corrisponde in massima parte alla complementarietà, all'equilibrio tra questi elementi sociali. Non sempre questi equilibri sono giusti e stabili - è anche per questo che da che mondo è mondo, esistono le rivoluzioni - e sono diversi da cultura a cultura, da Stirpe a Stirpe ma l'essenziale per la Civiltà è che DEI RUOLI CI SIANO E SIANO CHIARI. Ora quale ruolo "incarnava", volendo o non volendo non importa, Michael Jackson? Nato "negro" (o è obbligatorio dire "afroamericano"?) si è trasformato in "bianco". Un mutamento singolare per un simbolo del riscatto afroamericano! Il suo aspetto sessuale poco chiaro. Maschile? Femminile? Intermedio? Pedofilo? Normale? La sua religione non ben definita: si parla di Testimone di Geova, di vicinanza ad ambienti esoterici, di conversione all'islam ma innamorato dell'"Ultima Cena", sua opera preferita (si dice). La sua età apparente vaga, preda di un complesso di Peter Pan o forse di una sindrome faustiana. Il personaggio era il prototipo dell'INDIVIDUO INDEFINITO. Universale, ambiguo, intercambiabile. Poco importa che che questo (non)ruolo abbia avuto per lui un prezzo esistenziale devastante: individuo indefinito doveva essere e restare per i suoi padroni - perché come vogliamo chiamare chi ha in mano la produzione della musica e dello spettacolo a livelli planetari? Padroni del business, padroni dell'immagine, padroni del destino terreno di chi a loro si affida. Questo doveva rappresentare, questo doveva fare, questo ha contribuito a rendere la sua vita un inferno di contraddizioni e angosce che i farmaci non sono bastati a placare - ma forse a uccidere. Questo aspetta chi, volente o nolente, accetterà di seguirne il modello. |
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Su questo personaggio, sulla sua musica, sulla sua vita privata, sulla sua morte è stato detto e scritto di un po' di tutto e probabilmente resterà difficile anche in futuro distinguere il vero dal falso, o anche solo il verosimile dall'assurdo. Questo anche perché un personaggio costruito dai mass media che ha prodotto pubblico, interesse, dibattito e quindi denaro può anche morire fisicamente ma resta "vivo" - deve restarlo - come soggetto di notizia e fonte di guadagno. The show must go on.








