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Giovedì 26 Gennaio 2012 14:30
Lo spettacolo che, ne sono convinta, non può non aver schifato persino i demoni dell’inferno è di un autore il cui nome va dimenticato, per chi lo conoscesse, al più presto; mi dispiace però, e non poco, che sia un italiano.
L’ “opera” ha l’unico pregio di menzionare nel titolo il Redentore: Sul concetto di volto nel figlio di Dio.
Il contenuto è di una tale miseria che persino rievocarlo è penoso: un padre che, nella sua vecchiaia, diventa incontinente e le cui feci, dopo aver invaso il palcoscenico, vengono lanciate sul Santissimo Volto.
Si tratta di una delle più indegne performance dell’arte contemporanea pari solo a  Immersion Piss Christi dove il Crocifisso venne presentato immerso in un bicchiere pieno di urina.
Non è il primo bestemmiatore della storia, questo mentecatto, nostro connazionale, né il più originale!
La storia tutta del cristiano è una nenia infinita, una litania sempre uguale di infamie e glorie, di obbrobri e meriti: sono duemila anni che si rinnova, con Giuda, la nostra infedeltà; è da duemila anni che, quando pecchiamo o disperiamo, tradiamo e offendiamo il Dio della speranza e della Resurrezione.
E’ stata finora quasi sempre un‘ abiura privata,  una slealtà che i migliori cercavano di superare, gli altri di occultare; una ignominia di cui ci vergognavamo, un voltafaccia che, superata la tentazione, riconoscevamo  ingannevole, volgare e deleterio.
Oggi, ciò che finora i nostri padri hanno vissuto nel profondo delle  coscienze, negli attimi bui della miscredenza, viene portato alla luce.
Non è la luce folgorante della consapevolezza né quella liberatoria del pentimento, ma l’ “occhio di bue” della presunzione, della prosopopea, della vanagloria che, con l’unico intento di gonfiare a dismisura l‘ ego,  induce alla blasfemia, al sacrilegio e alla bestemmia.
L’arte che per secoli, in ogni cultura, ha servito Dio in ogni Sua manifestazione e che con l’avvento del Cristo ha ispirato ciò che di più bello sia mai stato creato dall’uomo, è oggi asservita al demonio.
Anche costui  è, invero, principe, e da principe di ogni turpitudine, da  essere intelligentissimo qual è, rifugge sdegnato questa straordinaria manifestazione di imbecillità umana.
Si mormora che gli ordini del capo, laggiù, siano stati perentori: spettacolo troppo plebeo, tarato e ottuso per poter essere replicato all’inferno.
Anche Satana ha uno stile!
Anche i diavoli hanno una reputazione…accidenti!
 
Irma


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