Acquista online
Ordine Futuro
Notizie
Formazione
| Numero 8 |
|
|
|
|
Ci son più cose in cielo e in terra di quanto ne immagini la loro filosofia
Ci sono eventi epocali la cui importanza storica viene colta a pieno solo dai posteri e che invece non vengono valutati adeguatamente dai contemporanei. Gli storici, per esempio, colgono l’importanza epocale di Cesare e Augusto quali registi del passaggio irreversibile all’Impero mentre molti loro contemporanei continuavano a pensare allo Stato romano in termini di “Repubblica” e a litigare furiosamente per l’elezione periodica di consoli che non avevano ormai nessun potere reale ne ragion d’essere. Del resto è comprensibile. Quanti dei presenti sul Golgota il venerdì della passione capivano che quello era solo l’inizio della nuova era cristiana? La maggioranza “politicamente corretta” e moralmente corrotta pensava che quella fosse piuttosto una fine – e anche drasticamente irreversibile. Neppure Cristoforo Colombo capì subito e completamente quanto sarebbe stato determinante il suo viaggio, anzi! Lui era partito per trovare una scorciatoia per l’estremo Oriente cioè per rendere il suo mondo “più piccolo” e solo più tardi intuì che lo stava rendendo invece smisuratamente più vasto aggiungendovi terre e mari nuovi.Anche oggi, per noi contemporanei, è difficile capire tutta l’importanza di certi eventi. Possiamo solo provare a vederne in prospettiva i possibili sviluppi, ignorando deliberatamente il politicamente corretto e moralmente corrotto imposti dal Sistema. Il primo evento è il protrarsi della crisi economica che come abbiamo già sottolineato, in un Sistema che fa dell’economia il proprio idolo, diventa anche crisi ideologica, dottrinaria, esistenziale. Il capitalismo selvaggio, la finanza internazionale, il libero mercato non si regolano da soli, non realizzano il migliore dei mondi possibili. Il mondo lo sfruttano e lo devastano senza mai placare i propri appetiti insaziabili. La casta bancaria cosmopolita può decidere di autolimitarsi lasciando un po’ di ossigeno all’economia reale dei popoli (lo faceva persino il comunismo quando si impantanava sprofondando nel caos e nella carestia) oppure può rilanciare la posta come un giocatore folle che vuole tutto il denaro che c’è sul tavolo da gioco, utilizzando la crisi per espropriare ancora imprese, infrastrutture, case, terreni, risparmi, per dominare ancora più spietatamente popoli e Stati, generando angoscia, sofferenza, instabilità – e creando i presupposti per esplosioni rivoluzionarie imprevedibili. Gli apprendisti stregoni sanno come evocare gli spiriti ma non li sanno sempre controllare. Non sappiamo quale delle due strade prenderà la casta finanziaria mondialista ma possiamo essere certi che dopo questa crisi, nulla sarà più come prima.
Un altro evento epocale e contrario al politicamente corretto e moralmente corrotto, è il ritiro della scomunica a quattro vescovi tradizionalisti – ritiro avvenuto senza richiesta di abiure o condizioni preventive. E’ difficile capire dove questo possa portare, ma è quasi una legge storica: un evento forte, “rivoluzionario”, non è mai statico ma tende, inevitabilmente, a generarne altri successivi e magari imprevisti. Il processo in direzione del ritorno alla Tradizione una volta messo in moto, non si arresterà facilmente, tanto più che a fronte di una crisi delle vocazioni sacerdotali “progressiste”, l’area tradizionalista continua a sfornare una schiera di sacerdoti giovani e ben preparati. Le parrocchie restano spesso senza sacerdoti mentre i tradizionalisti hanno sacerdoti ai quali non si vorrebbero affidare le parrocchie: quanto potrà durare questo paradosso? Presto o tardi il predominio progressista dovrà incrinarsi e cedere – fosse anche solo per motivi di età: i vecchi vanno in pensione o muoiono, i giovani subentrano. Il futuro della Chiesa è di chi forma sacerdoti, di chi ne forma di più e di migliori. Certo, è solo l’inizio di una battaglia di lunga durata e sarà necessario molto tempo per rovesciare certe posizioni ormai “ufficiali” delle gerarchie – “non basteranno cent’anni a rimettere ordine” diceva Padre Pio a proposito del caos postconciliare – ma il processo è ormai in moto. Persino l’ecumenismo, questo cavallo di battaglia dei progressisti cattoliberali, potrebbe ritorcersi contro coloro che lo hanno evocato. Tra gli ortodossi – i più prossimi ai cattolici sul piano teologico – le chiese orientali ormai libere dal soffocante controllo dei regimi atei, riaccolgono nei ranghi i sacerdoti delle chiese in esilio, i più ostinatamente anticomunisti e tradizionalisti. Per generazioni questi ortodossi in esilio si erano rifiutati di accettare il controllo del governo sovietico: oggi rientrano nelle gerarchie ufficiali impegnate nella lotta al laicismo liberale occidentale. Inoltre, negli ultimi anni si registra un flusso di sacerdoti della chiesa anglicana che passano alla fede cattolica: sono quelli che rifiutano le posizioni più progressiste e liberali dell’anglicanesimo – “sacerdozio femminile”, “matrimoni” omosessuali, ecc. E’ come se in tutta la Cristianità una voce misteriosa stesse chiamando i migliori a schierarsi contro la corruzione liberale. Un terzo evento epocale è la crescita del dibattito su argomenti fino a ieri considerati tabù o più semplicemente ignorati in quanto improponibili alla cultura ufficiale. Non stiamo parlando solo del piano storico (nell’ambito del quale si registrano tendenze interessanti a cominciare, ad esempio, dai libri di Pansa) quanto del dibattito, originatosi in Russia, sulla possibilità di una implosione e disgregazione degli Stati Uniti d’America. Intendiamoci bene: non stiamo dicendo che questo è necessariamente il destino della superpotenza in declino – neppure in Russia si sostiene questo – ma il fatto stesso che si tratti di una possibilità reale, e che questa venga dibattuta sempre più spesso risvegliando i fantasmi della guerra civile di secessione americana, è di per se un evento epocale. Si parla sempre più spesso di truppe specializzate nella controguerriglia che vengono ritirate dal teatro iracheno e ridispiegate in territorio statunitense a scopo preventivo, di possibilità di conflitti interni e di contromisure repressive da parte governativa – il tutto in una società tradizionalmente violenta, armata e divisa da contrapposizioni etniche pronte a esplodere. Certo, alla maggioranza politicamente corretta e moralmente corrotta prospettive simili appaiono remote e impossibili, così come ieri appariva impossibile che il blocco comunista potesse disintegrarsi spaccandosi secondo linee etnico–nazionali. Chi combatte contro il politicamente corretto e il moralmente corrotto deve essere invece pronto a tutte le evenienze, pronto a sfruttare tutte le occasioni che si presenteranno e a inserirsi in ogni contesto di crisi sociale. I padroni del Sistema attuale non sono onnipotenti come vorrebbero far credere. Ci sono più cose in cielo e in terra di quanto ne immagini la loro filosofia Marzio Gozzoli
|
Orari nel mondo
Login
Ultimi documenti
Ultimo video segnalato
You must have Flash Player installed in order to see this player.



Ci sono eventi epocali la cui importanza storica viene colta a pieno solo dai posteri e che invece non vengono valutati adeguatamente dai contemporanei. Gli storici, per esempio, colgono l’importanza epocale di Cesare e Augusto quali registi del passaggio irreversibile all’Impero mentre molti loro contemporanei continuavano a pensare allo Stato romano in termini di “Repubblica” e a litigare furiosamente per l’elezione periodica di consoli che non avevano ormai nessun potere reale ne ragion d’essere. Del resto è comprensibile. Quanti dei presenti sul Golgota il venerdì della passione capivano che quello era solo l’inizio della nuova era cristiana? La maggioranza “politicamente corretta” e moralmente corrotta pensava che quella fosse piuttosto una fine – e anche drasticamente irreversibile. Neppure Cristoforo Colombo capì subito e completamente quanto sarebbe stato determinante il suo viaggio, anzi! Lui era partito per trovare una scorciatoia per l’estremo Oriente cioè per rendere il suo mondo “più piccolo” e solo più tardi intuì che lo stava rendendo invece smisuratamente più vasto aggiungendovi terre e mari nuovi.








