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Fosforo bianco: dalle fabbriche americane a Israele |
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Venerdì 13 Marzo 2009 01:00 |
 Secondo Amnesty International i proiettili al fosforo bianco usati da Israele nella Striscia di Gaza sarebbero stati prodotti e forniti da fabbriche americane.
Vi dedica uno speciale l'inglese The Times del 23/2. Il quotidiano inglese aveva già esibito, l'8 gennaio, evidenze fotografiche dell'uso delle munizioni al fosforo bianco da parte di Israele durante l'offensiva di tre settimane a Gaza.
Il rapporto di Amnesty International si basa sulla sistematica raccolta e catalogazione di proiettili compiuta dall'organizzazione durante il conflitto, che ha permesso di tracciare i numeri di serie risalendo fino alle fabbriche americane di produzione.
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Venerdì 23 Gennaio 2009 01:00 |
 Giunta a quota 1315, la conta dei morti Palestinesi durante i bombardamenti sulla Striscia di Gaza è purtroppo ancora provvisoria. Sono 5500 i feriti, alcuni gravi, mentre ancora si recuperano cadaveri in decomposizione sotto le macerie. Il rischio di malattie è alto. “In questo momento ci sono le condizioni ideali per la diffusione di malattie” ha avvertito Margareth Chan del Consiglio esecutivo dell’Oms, mentre il portavoce dell’ Unrwa, l’agenzia dell’Onu che assiste i profughi palestinesi denuncia che mancano strutture adeguate ad accogliere così tante persone.
Nonostante la presenza del ministro degli esteri italiano Frattini, risultano inoltre irrisorie le scorte di cibo che riescono ad arrivare a sfollati e senzatetto, tra cui intere famiglie private di tutto. Magazzini contenenti provviste per la popolazione furono già distrutti durante i massicci bombardamenti del 15 Gennaio, quando vennero centrati dall’artiglieria sionista anche i locali dell’ospedale di Quds a Gaza City.
Ma quella che ad oggi rappresenta l’azione più sconcertante e odiosa commessa dal governo israeliano ai danni di un popolo intero è l’uso di munizioni al fosforo bianco, proiettili all’uranio impoverito e cluster bombs, le micidiali bombe a grappolo.
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Giovedì 22 Gennaio 2009 01:00 |
 E’ un bugiardo chi viene a raccontarmi che Hamas è un ordine cavalleresco senza macchia e senza peccato.
Per difendere Gaza non è necessario contraffare la realtà.
E’ vero, Hamas difende il suo popolo martoriato e lo fa come può, ma non sempre come dovrebbe.
La mia etica cristiana, non dotata di regolatore d’intensità, vale sia per loro sia per Israele.
Non così per il mio Governo!
E’ indecorosa la parata filo sionista di Berlusconi, di Fini e delle loro cricche acquiescenti che non hanno trovato una parola, né versato una lacrima di raccapriccio per i cadaveri di centinaia di bambini palestinesi.
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Sabato 10 Gennaio 2009 01:00 |
 Un tempo si definiva ‘guerra’ il combattimento tra due eserciti nemici: oggi, complice la connivenza dei grandi media occidentali, viene chiamata guerra la strage sistematica di popolazioni inermi. E’ quello che sta accadendo in queste ore nella Striscia di Gaza, dove uno dei più potenti e meglio equipaggiati eserciti del mondo continua a scaricare un volume di fuoco impressionante sulla popolazione palestinese: sono per ora 720 i morti, di cui 220 bambini, mentre 9 sarebbero al momento i militari israeliani uccisi negli scontri casa per casa con i militanti di Hamas.
Il bilancio è provvisorio in quanto le squadre mediche palestinesi, sottoposte ad un ritmo di interventi al di sopra delle possibilità umane, potrebbe non avere raggiunto tutte le zone colpite dai bombardamenti indiscriminati.
Dopo essere penetrate con facilità all’interno della Striscia e averla spezzata in tre parti, grazie al martellamento congiunto di esercito aviazione e marina, le forze di Tsahal, che si erano attestate intorno a Jabaliya, hanno però dovuto arrestarsi di fronte all’eroica resistenza opposta dai combattenti palestinesi arroccati a difesa del campo profughi in cui, nel 1987, nacque l’Intifada Palestinese.
Mentre l’esercito israeliano stringeva l’assedio intorno a Gaza City, missili e cannonate hanno centrato tre scuole dell’Unrwa, l’agenzia Onu che assiste i Palestinesi a sud della Striscia, in quel momento provvisorio riparo di disperati.
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