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A un passo dalla fine... dell'Esercito? PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Ottobre 2010 16:08
Inizia, con questo articolo, a collaborare con il nostro blog un lettore molto particolare. Si tratta, infatti, di un militare del nostro Esercito che, per ovvie ragioni, si firmerà con lo pseudonimo de “il Capitano Nemo”.
Diversamente da quanto avveniva per il noto personaggio di Jules Verne, però, il nostro Capitano non vuole rimanere rinchiuso all’interno di un sottomarino…

La redazione

A un passo dalla fine...dell’Esercito?!
“Dobbiamo evitare una indebita influenza da parte del complesso militare industriale…non permetteremo che questo comprometta i nostri processi democratici.”

Dwight D. Eisenhower E’ profetico, malignamente profetico, spettrale, ma comunque vero.
Le oligarchie del danaro (o “signori della guerra” se preferite) sono arrivate infine all’incastro dell’ultimo mattone della loro piramide massonica: la distruzione totale dello Stato Nazionale; e quale miglior modo potevano trovare per dare l’ultima spallata a quel barlume di senso etico dello Stato che ancora “forse” esiste in Europa?
Naturalmente privatizzando l’unica cosa che in  uno Stato non andrebbe mai  privatizzata… l’ Esercito.
Eh sì, sono giunti anche a questo…e lo stanno facendo nel modo più “indolore” e perverso possibile, cioè attraverso il Disegno di Legge n. 1373 presentato al Senato dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa, in concorso con i ministri Tremonti e Scajola, che potrebbe passare da un mese all’altro, finalizzato a sancire definitivamente, anche nel nostro Paese , il Divide et Impera dei poteri forti internazionali, che sempre più ingordi e baldanzosi marciano sul ventre molle d’Europa, cioè sull’Italia. Il progetto si chiama Difesa Servizi Spa, la nuova chicca della finanziaria 2010, e checché ne dicano politici e benpensanti  dell’ultima ora (il Gen. Del Vecchio già, falsamente, la bastona...)  sarà la morte morale delle nostre già agonizzanti Forze Armate. Non seguirò articolo per articolo la proposta, non vi farò il sunto dei dettagli - né tanto meno mi inginocchierò a celebrarne il peana - e sapete perché? Perché, essendo un militare italiano, sono inorridito da una simile ipotesi, perché dalle virtù eroiche di Vittorio Veneto ed El Alamein siamo infine passati ai Consigli di Amministrazione dentro il Nostro Esercito!
 Perché diventeremo un’azienda sponsor di magliette e cappellini con tanto di Logo E.I. e dovremo inventarci sempre nuove guerre (pardon: “missioni di pace”) agli “stati canaglia” per finanziarci,  e, dato che Difesa Servizi Spa non sarà sotto il controllo del Parlamento ed avrà un badget proprio, non si potrà neanche più parlare di Esercito Nazionale…anzi, perché non sostituire il bel tricolore con il nuovo marchio della ditta?
 Ci prepariamo alla nostra definitiva americanizzazione  e stentiamo a rendercene conto: non fa riflettere anche voi il fatto che pezzi grossi dello Stato Maggiore della Difesa siano andati in pensione e collaborino, specialmente in Sardegna, con le maggiori industrie di armamenti del Paese? (mi sembra giusto: tutti teniamo famiglia!).
  Ma si potrebbe pure parlare, anche questa è americanizzazione, dei continui decessi di colleghi colpiti da carcinomi polmonari causati dall’uso di armi all’ uranio impoverito o al fosforo (costosissime), sia nei teatri operativi che in sede di addestramento in Patria, specialmente  nella già menzionata Sardegna, dove già da un quarantennio abbondante si svolgono le attività addestrative più segretate dell’Esercito, fin dai tempi del programma americano Stay - Behind…
Tutto quello che ho brevemente riassunto lo sottoscrivo, oltre che da soldato, da cittadino italiano proponendolo come spunto di meditazione ai lettori coscienziosi - ed ai commilitoni - con la speranza più viva e sincera che l’ennesima offesa alla nostra amata Patria provochi il doveroso sdegno e il necessario desiderio di rivalsa, specie per questi ultimi.
       
Il Capitano Nemo

P.S. L’Esercito è la Patria… La Patria non è una holding finanziaria!   
 


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