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| Proposta di legge contro la negazione del'Olocausto |
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| Domenica 17 Ottobre 2010 20:16 |
Torino, data odiernaSpett. Redazione E' di ieri la richiesta del Presidente della comunità israelitica di Roma, tale dott. Pacifici, di inserire nell'Ordinamento Giuridico Italiano una legge contro chi esprima dubbi sulla veridicità del cosiddetto "Olocausto", cioè lo sterminio di 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti. Tale "suggerimento" è stato prontamente accolto dall'On. Fini e dall'On. Schifani, che hanno assicurato che una ipotetica proposta in tal senso avrebbe goduto, in Parlamento, di "una corsia preferenziale". Ora, sorgono spontanee alcune considerazioni, senza, si badi bene, esprimere giudizi in merito all' "Olocausto" medesimo, degno di essere trattato da storici con ben altre conoscenze e capacità. In primis, pensiamo che il Parlamento Italiano non abbia alcun bisogno che sia la comunità israelitica italiana (ammesso e non concesso che il dott. Pacifici parlasse a suo nome) a decidere di quali leggi abbia bisogno il nostro Paese, anche in considerazione del fatto che, a nostro modestissimo avviso, ben altri sono i provvedimenti legislativi che maggiormente urgono e abbisognerebbero realmente di "corsie preferenziali" (vedasi, ad esempio, una nuova legge elettorale, argomento che tanto appassiona e divide i nostri politici). Secondariamente, non si riesce a comprendere come tale legge, assimilabile al reato di opinione, TASSATIVAMENTE escluso dal nostro Ordinamento Giuridico, si potrebbe conciliare col dettato della nostra Costituzione, che, all'articolo 21, sancisce la LIBERTA' DI ESPRESSIONE a tutti i cittadini: il rispetto della Costituzione, di volta in volta invocato a proprio comodo da molti, dovrebbe essere garantito sempre, non a seconda delle necessità. Infine: sarebbe mai possibile che i nostri illustri Legislatori non si rendessero conto che qualcosa di così conclamato e facilmente dimostrabile come l' "Olocausto" non ha alcun bisogno di una legge che obblighi a credervi? Anche perchè non esiste alcun precedente in tal senso; vogliam dire, in buona sostanza, che siamo liberi di credere in Dio oppure no, siamo liberi di credere che esistano o no gli alieni, siamo liberi di credere o no che Colombo sia stato il primo a scoprire l'America o che nell'attentato dell'11 settembre alle Torri gemelle ci fosse lo "zampino" degli americani stessi, ansiosi di avere un pretesto per dichiarare guerra all'Irak... siamo liberi di credere o no in queste e moltissime altre cose e parlarne tranquillamente e dunque perchè solo nei confronti dell' "Olocausto" si dovrebbe fare eccezione? Non viene in mente a nessuno che qualche mente troppo analitica e incline allo scetticismo potrebbe avanzare qualche dubbio al riguardo proprio perchè esiste una legge che ne "impone" la veridicità? Restiamo del parere che ciascuno di noi, su ogni argomento, deve essere libero di formarsi un'opinione e discuterne senza problemi, così come vuole la democrazia: i tempi degli inquisitori e degli "auto da fè" crediamo (speriamo!) siano ormai tramontati. Grazie per la cortese attenzione. Cordiali saluti. INCORVAIA Leonardo, Ufficio Stampa R.N.C.R. R.S.I. Continuità Ideale, Federazione di Torino, 10152 C.so G. Cesare 23 bis |
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