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Lunedì 19 Aprile 2010 00:00 |
 Tanti anni fà, nell'anteguerra, quando ero ragazzo e prendevo i mezzi pubblici nell'ora di punta, per andare e tornare tra casa e la scuola, c'erano sopra due addetti: il conducente e il bigliettaio. E il secondo, dal suo seggiolino subito dopo la piattaforma di salita, ripeteva continuamente due frasi. Una era una domanda : "A chi manca bijeto ?"; e l'altra una esortazione: " Avanti c'è posto !" (con la "o" aperta). La seconda aveva la funzione di invitare i passeggeri a non sostare nella piattaforma, ostacolando la salita dei nuovi arrivati, ma di inoltrarsi nella vettura. Me le sento ancora nell'orecchio quelle due frasi, in un accento romanesco strascicato, sul filobus 103 rosso o sul tram n° 4., che non erano lussuosi come gli autobus moderni, ma, in compenso, passavano spesso e regolarmente. E la seconda -sebbene con altra portata- mi sembra di poterla rivolgere, oggi, a voi "nuove leve".
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Essenza nichilista del '68 |
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Mercoledì 03 Marzo 2010 00:00 |
Tratto da "Ordine Futuro - numero 6"
“Il personale è politico” è lo slogan che definisce in qualche modo il pensiero di fondo che caratterizza quella vicenda culturale, politica e sociale passata alla storia con il nome di Sessantotto. Slogan che è una sorta di riedizione dell’asserto gramsciano “tutto è politica”. “Per individuare il tutto bisogna cominciare con una frammentazione dell’individualità, in questo senso la comune è un progetto nel quale si tenta di realizzare l’optimum delle relazioni umane. Dio, patria e famiglia sono storie dell’altro ieri!” … “ogni rivoluzione politica è contemporaneamente una rivoluzione economica e sessuale o viceversa” … “(l’LSD) non solo può dare piacevoli visioni, ma può allargare la coscienza, essere determinante per la distruzione delle inibizioni e quindi aumentare le possibilità di comunicazione fra uomo e uomo” … “l’aborto non è niente di più di un intervento medico ambulatoriale, come l’incisione di un foruncolo”. A proposito dell’omosessualità si auspica la rimozione di ogni pregiudizio perché “l’individuo deve avere la libertà di usare il suo corpo come crede”. Un pensiero anche per i bambini, invitati alla rivolta contro i genitori e “iniziati” ai giochi erotici ed al furto (1).
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In principio furono le Iene |
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Domenica 29 Novembre 2009 08:16 |
 Con un blitz fuori Montecitorio ormai passato alla storia dimostrarono che gli inquilini, uno su tre, dei piani alti, trasudano vergogna .
Il mercato della droga notoriamente non è in mano ai Trappisti che di erbe trattano solo le medicinali, ergo buona parte dei politici di livello nazionale, acquistando cocaina, hashish e quant'altro offre il proprio contributo all'arricchimento delle mafie nostrane ed estere, al proliferare della delinquenza spicciola e organizzata e all'incremento della clandestinità nera e magrebina: molti stranieri sans papier, nordafricani in primis, tra uno stupro, una molestia e un accoltellamento, della materia in questione si occupano in modo se non esclusivo, certo preponderante.
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Orientamenti per la ricostruzione nazionale |
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Venerdì 27 Novembre 2009 20:33 |
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Tratto da "Ordine Futuro" numero 5
 Da troppo tempo un’interpretazione edulcorata e falsa del cattolicesimo, mortifica il contenuto della dottrina e della prassi della Chiesa. L’alterazione del cattolicesimo riguarda tutti gli ambiti che interessano l’uomo nella sua pienezza: religione, morale, cultura, politica, economia. Tutto, in vario grado, è stato intaccato dal compromesso che gli adepti del modernismo (1) hanno realizzato, di volta in volta, con il protestantesimo, con lo scientismo, con il democratismo, con il liberalismo, con il comunismo. È innegabile che la sconfitta militare dell’Italia fascista abbia avuto dure ripercussioni per la Chiesa cattolica, colpevole, a giudizio dei vincitori democratici liberali e comunisti, di aver sostenuto il fascismo e di essere stata da esso privilegiata con un concordato – quello del 1929, passato alla storia con il nome di Patti Lateranensi - che può, a ragione, essere considerato una vera e propria pietra miliare dei rapporti fra Stato e Chiesa. Concordato dal significato profondo, capace di annullare i nefandi contrasti, suscitati dal risorgimento massonico e liberale, tra il nuovo Stato unitario italiano e la Chiesa Romana, e di riallacciare il legame fra lo Stato stesso e l’identità nazionale.
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