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I minatori di Forza Nuova |
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Martedì 21 Ottobre 2008 08:03 |
 L’uomo che intenda la vita come milizia e la politica come militanza non può cedere allo scoramento, al senso di inefficacia e di impotenza che assalirebbe e assillerebbe chiunque non veda una risposta immediata e tangibile ai propri sforzi.
I desideri, le tensioni, le fatiche che non abbiano riscontro immediato sono davvero inutili?
O hanno, ad altri livelli, una qualche efficacia, magari misteriosa e al momento insondabile?
Così come nei cieli una massa d’aria calda, per quanto esigua, rallenta il cammino del gelo, così come da una sola testimonianza di bene nascono vibrazioni altissime di Giustizia e Amore, può la nostra presenza, seppur minoritaria, ostacolare l’avanzata del male?
“ Già da tempo in me vive la ferma convinzione che al mondo niente si perde completamente, né del bene né del male, e prima o poi si manifesta apertamente anche ciò che per un certo tempo, a volte anche lungo, rimane invisibile”, “ tutto passa, tutto rimane”, intuiva Florenskij, il prete russo, filosofo e matematico, ucciso nel 1937 dalla dittatura comunista.
Ha ragione lui?
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