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I 'desaparecidos' del terremoto dell'Aquila PDF Stampa E-mail
Lunedì 28 Dicembre 2009 10:43
Sono i terremotati dell'Aquila e dintorni dei quali nessuno, salvo rarissime eccezioni, parla o scrive e tantomeno intervista.
Le stime di novembre dicevano che erano 25.000, ma poi "sembra" che qualche migliaio abbia potuto tornare nelle proprie case terremotate dichiarate agibili in fretta e furia ed ora la stima ufficiale del Capo della Protezione Civile Bertolaso dice che sono solo "circa" 14.000.
Il 60% dei quali è sistemato in case in affitto ed il 40% in alberghi sulla costa, le stesse case e gli stessi alberghi dai quali erano stati fatti sloggiare in estate per tornare nelle tende e nelle caserme perchè arrivava la stagione turistica e dove sono stati rimandati adesso perchè, contrariamente alle promesse, non tutti sono stati sistemati o hanno avuto le nuove case per l'inizio dell'inverno.
Beninteso, lungi da noi disconoscere il tanto che è stato fatto all'Aquila, da parte del governo e degli Enti locali e, soprattutto, dalla generosità e dal solito grande cuore degli italiani.

Era chiaro che non sarebbe stato possibile sistemare tutti per l'inverno, anche se "qualcuno" che sul terremoto dell'Aquila ha pensato di incrementare il proprio indice di gradimento e di popolarità, ha sparato promesse umanamente non concretizzabili nella realtà.
Lo comprendiamo e ne avremmo comunque preso onestamente atto.
Quello che non possiamo accettare è che, per nascondere una realtà che appanna i pomposi proclami secondo i quali tutti sarebbero stati sistemati entro l'inverno, si cancellino dai notiziari, dalle interviste, dalle inchieste, i 14.000 (sicuramente per difetto) sfollati sulla costa, appunto i "desaparecidos" del terremoto.
Ci vengono mostrate a ripetizione le belle nuove casette, il loro interno, tutto il confort, si intervistano le famiglie che vi abitano, mentre nessuno si preoccupa di chi è posteggiato nelle case vacanza o negli alberghi della costa, normalmente chiusi in inverno e quindi sicuramente non  completamente attrezzati per ospitare famiglie, magari numerose, in questa rigida stagione.

Così come non possiamo accettare che Bertolaso dichiari, come ha fatto il 9 dicembre 2009, che: "Tremila persone non entreranno entro la fine dell'anno nei moduli abitativi provvisori  per una serie di gravi inadempienze da parte dei sindaci ma anche delle ditte chiamate a realizzarli".
Ma come, ci hanno ripetuto per mesi che sarebbero state date a tutti case nuove e definitive e adesso scopriamo che si parla di moduli provvisori, cioè di prefabbricati e per giunta in grave ritardo sui tempi?
Anche sulle responsabilità e sulle gravi inadempienze pensiamo che i Sindaci e i vari Comitati di protesta, che sono andati a manifestare anche a Roma davanti al Parlamento, avrebbero qualcosa da dire, se solo qualcuno li intervistasse durante i notiziari o li invitasse a "Porta a Porta" o a qualche altra trasmissione di approfondimento.
Per intanto non ci resta che augurare ai "desaparecidos" del terremoto un buon 2010, compatibilmente con la loro penosa situazione.

Adriano Rebecchi
Ufficio Politico del MNP



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