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L'armadio, la marmellata e il popolo bue |
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Lunedì 03 Agosto 2009 00:04 |
Come molti ancora non sanno, nei diversi paesi dell'Unione Europea, chiunque sia (o pretenda essere) alla guida degli specifici Governi nazionali, in realtà "governa" solo a parole. Questo, per la semplice ragione che i nostri ex Stati sovrani non posseggono più le due principali attribuzioni e prerogative del "Principe": quella, cioè, del "monopolio della forza armata" e quella del "monopolio dell'emissione e del controllo del danaro".
Non bisogna dimenticare, infatti, che, con l'adesione (volontaria o meno) alla N.A.T.O. (Organizzazione del Trattato dell'Atlantico Nord), i nostri Governi nazionali hanno completamente delegato il comando e l'impiego delle loro Forze Armate ad un organismo politico-militare sopranazionale, per giunta politicamente controllato e militarmente disciplinato dagli USA (che, a loro volta, obbediscono agli indicibili ed inconfessabili voleri della Finanza internazionale); mentre con l'adesione al Trattato di Maastricht, del dicembre del 1991, gli stessi Governi hanno semplicemente e volontariamente rinunciato a "battere moneta", affidando il monopolio di quella loro essenziale e peculiare prerogativa, alla Banca Europea (BCE): cioe', ad un semplice "istituto bancario privato", interamente controllato dalla Finanza cosmopolita internazionale.
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Quando i 'negri' siamo noi |
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Martedì 28 Luglio 2009 13:25 |
 Ci fanno ridere, o forse piangere, quanti continuano ad inneggiare agli stranieri provenienti dai canali clandestini. Molti, troppi, li difendono cercando in loro, da intellettuali oramai sbiaditi, qualcosa di esotico o vantando per certe popolazioni la necessità di diritti speciali.
Ci fanno ridere, ma ci incupiscono, quanti organizzano raccolte, feste ed iniziative in favore di questo o quello, pur di apparire a tutti i costi antirazzisti e multietinici.
Ci fanno ridere, o impallidire, quanti fanno assurdi paragoni tra gli italiani emigrati e gli attuali immigrati, che loro hanno oramai imposto con il “buonistissimo” sostantivo “migranti”.
Troppi, però, si dimenticano di guardarsi attorno. Segregati nei loro agiati lidi, ma spesso acconciati da disgraziati, inneggiano all’esotico e sono totalmente ciechi nei confronti degli italiani e dell’Italia che sta andando a picco.
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Mafia, massoneria e politica |
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Martedì 21 Luglio 2009 01:00 |
Note, incomplete, sulla gestione oscura del potere, in Sicilia e non solo, dal dopoguerra ai giorni nostri.
Chiunque si accosti allo scabroso argomento si accorge inevitabilmente che gli intrecci sono strettissimi e “storici”: inchieste, studi, atti delle commissioni parlamentari, fascicoli processuali (con importanti rivelazioni di pentiti), numerose e significative doppie affiliazioni, dal dopoguerra fino a questi ultimi mesi, ne forniscono un’evidente testimonianza.
Eppure, secondo la logica perversa del “si sa, ma non si dice”, il terreno su cui fioriscono questi rapporti continua ad essere impraticabile: omicidi, attentati, “incidenti” misteriosi, trasferimenti di processi importanti e di magistrati costituiscono le conferme di quanto sosteniamo. Conferme su cui è necessario concentrare l’attenzione di chi volesse avvicinarsi alla verità.
Il terreno è quindi minato, e l’uso delle figure retoriche non c’entra niente; mancano, clamorosamente, le condanne e manca, al vertice, la decisa volontà politica di riconoscere il problema per dipanare l’intricata matassa che lega massoneria, politica e mafia.
La storia delle relazioni fra le “Due M” risale agli anni immediatamente precedenti lo sbarco americano in Sicilia ed è spesso una storia in comune, così come lo fu la guerra dichiarata dal fascismo a queste due facce complementari del potere oscuro.
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Mercoledì 08 Luglio 2009 01:00 |
 Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa.
Almeno una ventina di persone, conoscenti e amici che sanno quello che è accaduto alle 3:32 del 6 aprile, ma che nell'ultima settimana mi hanno chiesto se fossi tornato all'Aquila per preparare gli esami.
Forse mi devo scusare con loro, perchè la mia risposta ha sistematicamente destato un pò di imbarazzo:
" L'Aquila non esiste più"
" Ah già, scusami"
Ah già.
Ma è giustificabile.
Ormai le reti nazionali non parlano più del terremoto dell'Aquila,
troppo prese a parlare prima della crisi coniugale del premier,
poi della crisi economica ormai superata brillantemente dalla nostra nazione,
poi della pseudo-crisi dell'amministrazione siciliana,
poi delle quotidiane crisi di nervi di questo o quel politicante.
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