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Pedagogia gay PDF Stampa E-mail
Venerdì 19 Giugno 2009 01:00
Io non so quale sia la distanza e se una distanza davvero ci sia tra il pederasta e il corruttore morale di bambini. So però che gli omosessuali organizzati che hanno ideato, pubblicato e presentato fumetti porno destinati, a loro dire, all’educazione sessuale dei più piccoli, usano le subdole tecniche di avvicinamento proprie dei pedofili.
Le usano col patrocinio del Comune, in una raggelante noncuranza collettiva, tutelati dal loro orientamento sessuale divenuto un valido lasciapassare quando non una religione sul cui altare s’è sacrificato di tutto: prima il buonsenso, poi il buongusto, quindi la decenza, in ultimo la Verità, annientata e crocefissa  per far posto alla più docile Opinione.
In principio era il carrozzone carnascialesco, il tanga di paillettes, il make up puttanesco, poi venne il tailleur grigio-Parlamento; seguirono le tendine alle finestre, le interviste mano nella mano ed un unico casto proposito: il matrimonio. Mancava , negli abbinamento proposti, la futura mater e, a voler esser pignoli, anche il pater! Quisquilie per i gay, induriti da ben altre lotte. Avrebbero fatto ricorso  alla tanto vituperata famiglia naturale quale serbatoio di figli. Era l’inizio di una battaglia rivoluzionaria: l’adozione aperta agli omosessuali (con tanto di sponsor Ikea!) ed era la prima volta che si accostava la parola bambino a quella di omosessuale.
Non ci piacque affatto!


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La libertà religiosa nelle città rosse PDF Stampa E-mail
Venerdì 19 Giugno 2009 01:00
La Nazione, 14.06.2009
LIVORNO -  CORI E BESTEMMIE contro la processione dei pellegrini che da tutta la Toscana ieri mattina si sono ritrovati in piazza delle Carrozze, a Montenero, per partecipare alla messa in rito Tridentino a mezzogiorno, nel santuario della Madonna di Montenero. Espressioni blasfeme, in­giuriose ed irriguardose al corteo in preghiera e ai sacerdoti che lo accompagnavano in preghiera.

Protagonisti dell'agguato una ven­tina di livornesi appartenenti, secondo le forze dell'ordine, alla sinistra antagonista. Sono stati tutti identificati. I fedeli sono partiti alle 11.15 da Montenero basso per raggiungere il santuario. Ma sono stati insultati. Ingiu­rie, espressioni blasfeme, offese contro la processione religiosa. I contestatori non si sono limitati ad offendere verbalmente i fedeli, urlando bestemmie e frasi ingiuriose dando dei «fascisti» ai credenti che partecipavano all'iniziativa, ma hanno cercato di rallentare la processione. E se non fossero intervenute le forze dell'ordine non è escluso che l'aggressione verba­le avrebbe lasciato spazio all'attacco fisico. L'intervento dei carabinieri e della polizia richiesto dagli organizzatori ha scongiurato il peggio. I fedeli sono entrati nel santuario. I carabinieri hanno vigilato sulla iniziativa religiosa e la messa è stata officiata senza parti­colari problemi con il piazzale del Santuario «sorvegliato speciale».
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Hezbollah esprime condoglianze e offre aiuti PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Aprile 2009 01:00
BEIRUT, 9 APR - Il movimento sciita libanese Hezbollah ha espresso oggi le proprie condoglianze all'ambasciatore d'Italia a Beirut, Gabriele Checchia, per le vittime del terremoto, esprimendo la disponibilità "della nostra gente a offrire sostegno in questa catastrofe"."Porgiamo le più sincere e profonde condoglianze ed esprimiamo la nostra amicizia e il nostro amore al popolo italiano", si legge nella lettera di Hezbollah indirizzata all'ambasciatore Checchia e citata stamani dall'agenzia ufficiale libanese Nna.


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Sentenza Reggiani PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Gennaio 2009 01:00
Chissà Giovanna dove l’ha trovato tutto quel coraggio.
Forse il senso della propria dignità più che la rabbia, Le hanno dato la forza di non arrendersi.
Ovvio che l’avrei preferita viva, Giovanna. Stuprata, arresa, ma viva; tornata a casa a farsi curare ferite incurabili.
Ma talvolta è in un lampo che si decide la vita e qualcosa di più profondo e vero della ragione determina il destino.
L’ha pensato certo, pur nel terrore del momento, che sarebbe stata più prudente la resa.
Giovanna l’ha vista la furia della belva travestita da uomo crescere di fronte alla Sua resistenza…eppure quel coraggio L’ha accompagnata fino alla fine: un no alla barbarie più forte dell’istinto di sopravvivenza, della paura e del dolore, un negarsi che varrebbe una medaglia d’oro.
Più essenziale della vita stessa è stato per Lei, in quegl’istanti, opporsi alla bestialità che La voleva divorare.
Giovanna Reggiani  mi ha ricordato Fabrizio Quattrocchi: vite ‘normali’,persone ‘comuni’che però, nel momento supremo, cioè quello della verità, diventano maestri, anzi giganti.


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Intervista a Rutilio Sermonti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 19 Novembre 2008 01:00
"Noi siamo gli autori, non un prodotto, della storia!"
Nella nostra area culturale, umana e politica, il nome di Sermonti non ha certo bisogno di presentazioni ma come Ordine Futuro dobbiamo esprimere una particolare ammirazione per un “uomo di Cultura” che non mai cessato di essere simultaneamente “militante” a tutti gli effetti, per un “vecchio camerata” che si trova perfettamente a suo agio anche con i militanti dell’ultima generazione spronandoli a fare di più e soprattutto a fare meglio.
Per questo abbiamo deciso di fargli una (prima) intervista in questo momento di crisi del Sistema mondialista.


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