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Ricordiamo Brasillach PDF Stampa E-mail
Sabato 06 Febbraio 2010 00:00
6 febbraio 1945
6 febbraio 2010
Sessantacinque anni fa i "democratici" agli ordini di De Gaulle,
nemici dell'Europa e dell'Ordine Nuovo
fucilavano il giovane poeta fascista francese
Robert Brasillach


Ricordiamo con affetto questo nostro fratello maggiore che non abbiamo conosciuto se non attraverso le sue splendide opere, i suoi versi e la grandezza del suo sacrificio
e che ci ha saputo trasmettere come pochi la forza dei suoi sogni

Nicola Cospito
a nome  del Movimento Nazional Popolare


con riconoscenza


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Una rivista da leggere PDF Stampa E-mail
Domenica 04 Ottobre 2009 22:34
Meriterebbe ben più attenzione la rivista quadrimestrale “Storia ribelle” di Roberto Gremmo giunta ormai al venticinquesimo numero, più attenzione soprattutto per l’entità delle scoperte d’archivio dello storico vercellese. Già da tempo segnaliamo in ogni dove possibile le uscite del periodico, tanto che anche questa volta Gremmo consegna ai suoi lettori una vera e propria “chicca”: ma andiamo con ordine.
Ogni numero della rivista contiene sei o sette approfondimenti storici che sono il frutto delle accurate indagini del ricercatore; giornate intere trascorse infatti a spulciare tra carte e documenti decriptati quando non addirittura mai esaminati da alcuno, sono la base documentaria su cui Gremmo ha pazientemente costruito il proprio lavoro ormai decennale: e ad ogni numero di “Storia ribelle” ecco la sorpresa.


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Un esempio di “piccola storia” censurata PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Settembre 2009 05:13
Vercelli, 7 maggio 1945, via Riccardo Restano 64. La famiglia Scalfi è radunata a casa e ancora non sa che di lì a poco sarà sterminata da una banda di partigiani comunisti che, lo si saprà poi in un secondo tempo, copriranno l'eccidio con il pretesto della “liberazione”. Uno dei tanti casi di vendetta privata nei giorni immediatamente successivi al 25 aprile.
Anche per questa truculenta vicenda infatti scopo della strage sarà null'altro che un'annunciata denuncia per via di un furto di polli promessa dalla vittima Luigi Bonzanini, al suo carnefice Felice Starda: almeno questo sarà ciò che si dirà essere stato il probabile movente. I fatti si svolsero comunque in un'allucinate sequenza quella sera stessa; un'auto con a bordo alcuni partigiani si fermò infatti in via Restano mentre almeno un paio di loro scesero. Entrando nell'abitazione i medesimi si trovarono così di fronte ad Elsa Scalfi di 16 anni e Laura Scalfi di 21 che non esitarono ad eliminare con una mitraglia, proprio come fecero anche con Luigi Bonzanini: scomoda testimone di quella mattanza la paralitica quasi settantenne Luigia Meroni.


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Commemorazione del 65° anniversario della tragedia dei battelli del Lago Maggiore PDF Stampa E-mail
Lunedì 28 Settembre 2009 16:16
Nella giornata odierna si è svolta la commemorazione del 65° anniversario della tragedia dei battelli "Genova" e "Milano", mitragliati e affondati nelle acque del Lago Maggiore da aerei alleati il 25 e 26 settembre 1944.
La commemorazione è stata organizzata dal R.N.C.R.RSI-Continuità Ideale e dall'A.N.F.C.D.RSI, d'intesa con la locale Federazione del Movimento Nazionalpopolare.
Nell'attacco al battello "Genova" morirono 34 civili mentre nell'attacco al "Milano", oltre a 17 civili, morirono anche 10 Legionari del Btg."M" Venezia Giulia.
Alle ore 9,30, per mezzo di un'imbarcazione privata, è stata lanciata nel lago una corona d'alloro con nastro tricolore davanti al pontile di Baveno dove fu affondato il "Genova" ed è stata letta la Preghiera del Legionario.
Alle ore 10,30 al cimitero di Verbania-Intra, si è formato un corteo preceduto dalle bandiere della RSI e da quelle del Comitato "Disamericanizziamoci", è stata deposta una corona d'alloro sulla tomba dei Caduti Civili e Militari del battello "Milano" e, dopo la lettura della Preghiera del Legionario ed il minuto di silenzio, è risuonato un forte "Presente" con il rituale saluto romano.


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E no, signor Bertolaso, così non va! PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Settembre 2009 05:23
Dall’inviato a L’Aquila Miska Ruggeri: «A L’Aquila, come chiunque ha potuto constatare attraverso giornali e televisioni, è venuto giù quasi tutto. Villette di periferia costruite da una manciata di anni in (teorico) cemento armato, palazzi del Settecento, chiese del Trecento (…). C’è una sola vistosa eccezione: le opere dell’architettura fascista.
Basta una breve passeggiata nel martoriato centro storico della città per trovare tanti esempi. Ne scegliamo qualcuno quasi per caso (…)». Per motivi di spazio riteniamo impossibile indicare tutti gli esempi riportati dall’autore del pezzo; in ogni modo sono tutti casi di edifici, piscine, circoli edificati negli anni Trenta, cioè in piena epoca del male assoluto.
Il capo e coordinatore della Protezione Civile, signor Brantolaso, ha detto che mai in passato si è stato così tempestivi, come attualmente in Abruzzo, nell’intervenire in casi di catastrofi naturali. Parole pronunciate al Tg1 alle 20 del 6 settembre 2009. Ha aggiunto: «Non credo che in passato siano possibili paragoni al mondo».
Prima suggerisco al Signor Guido Bertolaso di andare a ripassare la storia e poi lo porto proprio in un altro mondo, perché tale fu: gli anni del Ventennio.


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