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| Le donne della RSI |
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| Lunedì 20 Giugno 2011 09:02 |
Alle femministe che scrivono che “la donna è necessariamente, geneticamente di sinistra”; a coloro che ci vogliono imbelli e pacifiste; a chi ci ritrae madonnine smielate e inconsistenti; ai pregiudizi beceri di tanti maschi banali, dedico questo brevissimo, ma necessario “ripasso” di storia.
1944-45: la guerra è persa! Erinni ed eroine!
Maria Pasquinelli vendica la sua Trieste, venduta agli jugoslavi comunisti, uccidendo un comandante inglese che ritiene colpevole di tradimento.
Alfa Giubelli vendica la madre.
Non è una vendetta ‘mafiosa’, trasversale, vile come quella che subiranno tanti fascisti e fasciste a guerra finita. E’ una vendetta ‘da femmina’: non perdona l’assassino, il sindaco del suo paese e lo uccide! Sic est!!
Piera Gatteschi Fondelli, unico generale di armata donna.
Aveva fatto la marcia su Roma ed era stata a capo delle 150.000 iscritte ai Fasci femminili dell’Urbe.
Nel ’40 divenne ispettrice nazionale del Partito.
Caduto il fascismo risponde da suo pari, lasciando un rifugio sicuro e fondando il SAF (Servizio ausiliario femminile).
Con gli uomini della RSI che vanno a combattere una guerra persa si arruolano numerosissime,circa 6000, le ausiliarie.
Il motivo, oltre all’onore da difendere ad ogni costo e alla fedeltà all’idea, è espresso senza equivoci da Alda Paoletti:”Volevo restare libera. Fascista e libera”,descrivendo senza possibilità di interpretazioni cosa fu il fascismo per le donne italiane.
Faranno lavori sfiancanti, in alcuni casi combatteranno addirittura: sulla linea gotica e nella Venezia Giulia.
Sono loro a cercare i feriti sotto le macerie dopo il primo bombardamento(lì sotto non s’aspetta volentieri!), sapendo che nel giro di pochi istanti ne può arrivare un secondo e un terzo: moriranno eroicamente, in tantissime, almeno trecento.
Coloro che furono catturate, prima della morte subirono torture e stupri. Nessuna abiurò!
A Franca Barbier fu data la possibilità della salvezza: preferì un colpo alla nuca che il tradimento al Duce.
Non sono state ricordate come meritano. Non saranno mai ricordate abbastanza.
E poi Claretta, naturalmente…..tanto nomini nullum par elogium *
*Difronte a tanto nome nessun elogio è pari
Irma Trombetta Marzuoli
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Alle femministe che scrivono che “la donna è necessariamente, geneticamente di sinistra”; a coloro che ci vogliono imbelli e pacifiste; a chi ci ritrae madonnine smielate e inconsistenti; ai pregiudizi beceri di tanti maschi banali, dedico questo brevissimo, ma necessario “ripasso” di storia.









